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Firenze: 12 lezioni-spettacolo - CANTIERE OPERA: FRANCESCO MICHELI ED ELIO RACCONTANO LA STORIA DELL’OPERA ATTRAVERSO 6 COMPOSITORI
da martedì 31 gennaio 2017 a domenica 12 febbraio 2017 - Da Rossini a Campogrande: piccola enciclopedia della lirica tra video, letture, improvvisazioni, cantanti d’opera, battibecchi

Firenze, Teatro Niccolini, 31 gennaio – 12 febbraio 2017

Un viaggio alla scoperta dei capolavori di Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Nicola Campogrande, dei personaggi e delle storie che animano le loro opere, gli amori e i tradimenti, le passioni e i gesti eroici, gli intrighi, le gelosie, i colpi di scena. La guida d’eccezione è Elio che, insieme a Francesco Micheli – regista e direttore artistico della Fondazione Donizetti di Bergamo e dello Sferisterio di Macerata –, da martedì 31 gennaio a domenica 12 febbraio allestisce in prima nazionale al Teatro Niccolini di Firenze il Cantiere Opera: 6 compositori, affrontati ciascuno in 2 sere consecutive, per un totale di 12 “lezioni-spettacolo” su testi dello stesso Micheli. Per questo viaggio sul meraviglioso (e troppo spesso sconosciuto) mondo della lirica, nata proprio a Firenze e, ancora oggi, forma di spettacolo dal vivo più diffusa al mondo, in scena ci saranno anche Simone Soldati al pianoforte e i cantanti Vittoria De Amicis, Claudia Sasso, Elisa Maffi, Laura Macrì, Marika Franchino, Matteo Desole. La genesi, la storia, il successo e le alterne vicende delle opere più celebri si alternano all’esecuzione dal vivo delle arie che fanno parte della nostra identità. Le prime cinque ‘lezioni’ sono dedicate a Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini; la sesta racconta il “making of” di un’opera inedita ancora in gestazione: il De Bello Gallico di Nicola Campogrande su libretto di Piero Bodrato e regia di Micheli, scritta espressamente per Elio.

Mercoledì 8 febbraio, ore 18, al Niccolini, Elio e la compagnia incontrano il pubblico. Coordina Riccardo Ventrella. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.Cantiere Opera, una coproduzione Fondazione Teatro della Toscana e Parmaconcerti, con il sostegno della Fondazione Luciano Pavarotti, è inserito nell’abbonamento Il Teatro?#Bellastoria ideato e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e rivolto ai giovani tra i 16 e 21 anni. Cantiere Opera – Il melodramma italiano secondo Elio e Francesco Micheli è l’occasione per conoscere un’eccellenza “made in Italy”, uno di quei capolavori che ha saputo conquistare tutti per la geniale semplicità della sua ricetta, e ciononostante è spesso non apprezzato a sufficienza proprio dagli italiani, in particolare le giovani generazioni. L’opera lirica per almeno due secoli è stato il mezzo di comunicazione più diffuso; il “recitar cantando” nato con la struggente storia d’amore fra Orfeo ed Euridice composta da Jacopo Peri e rappresentata il 6 ottobre 1600, a Firenze, in occasione dei festeggiamenti per le nozze di Maria de’ Medici con il re di Francia Enrico IV, ha stregato il mondo perché faceva convivere le più disparate forme espressive dell’arte umana in un unico meraviglioso giocattolo, compatto e complesso. Letteratura, musica, arti figurative e teatro riunite insieme ben prima che la cibernetica ci abituasse alla cosiddetta “multimedialità”.
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In prima nazionale al Teatro Niccolini di Firenze da martedì 31 gennaio a domenica 12 febbraio Elio e Francesco Micheli allestiscono un cantiere fuori dal comune, una coproduzione Fondazione Teatro della Toscana e Parmaconcerti, con il sostegno della Fondazione Luciano Pavarotti: invece di costruire, divertiranno e si divertiranno a smontare i pezzi del palazzo Opera per “vedere di nascosto l’effetto che fa”... Vicende appassionanti d’odio e d’amore, protagonisti irresistibili e quasi sempre giovanissimi, la musica come propellente incendiario e un uso formidabile della lingua italiana che, già da sola, è musica. Nonna Opera, pur invecchiando, non ha smesso di essere attiva e pimpante, anche mentre le sue creature ce la mettevano tutta per farsi strada nel mondo: cinema, televisione, internet. Ecco che Elio e Francesco Micheli ricostruiscono così l’albero genealogico della grande opera italiana, per giocare con i tutti i membri di questa famiglia pazzesca come a un cenone di Natale… oppure una festa di Carnevale, visto il periodo… Ospiti d’onore i compositori medesimi: grazie alla magia dell’opera (e al potere trasformistico di Elio) prenderanno forma i grandi compositori dei principali capolavori operistici italiani. Video, letture, improvvisazioni, cantanti d’opera, battibecchi: così, ridendo e scherzando, Cantiere Opera si adopera per dare forma a una piccola enciclopedia della lirica, passando per Gioachino Rossini (31 gennaio e 1 febbraio), Vincenzo Bellini (2 e 3 febbraio), Gaetano Donizetti (4 e 5 febbraio), Giuseppe Verdi (7 e 8 febbraio), Giacomo Puccini (9 e 10 febbraio), Nicola Campogrande (11 e 12 febbraio). Al pianoforte Simone Soldati con i cantanti sono Vittoria De Amicis, Claudia Sasso, Elisa Maffi, Laura Macrì, Marika Franchino, Matteo Desole. Un gioco di società molto serio in cui far incontrare l’anziana signora Opera con tanti amici e parenti: la letteratura, la pop music, il cinema e la tv.

Il Calendario di Cantiere Opera
31 gennaio e 1 febbraio, ore 21
Gioachino Rossini ovvero la Rivoluzione in musica Come ha fatto un compositore, ispirato tanto in cucina quanto in teatro, a sconvolgere il mondo fino allora conosciuto in poche mosse? Come è possibile che un baby-pensionato come Rossini a 37 anni smetta di comporre opere e continui a vivere serenamente fino alla morte, a 86 anni d’età? Un genio assoluto? Lo Stanley Kubrick della musica o un abile taroccatore? A voi l’ardua sentenza.

2 e 3 febbraio, ore 21 Vincenzo Bellini ovvero Che Romantico! Misterioso e affascinante, tormentato e romantico. Vincenzo Bellini sì che è un compositore degno di questo nome: come le rock star, è un autentico eccentrico, bello e dannato, capace di far battere il cuore a mezza Europa con le sue storie strazianti. Vincenzo, sul palco o fuori, ti chiediamo: ma che ci fai tu alle donne? Nemmeno le soap-opera brasiliane saranno capaci di tanto.

4 febbraio, ore 19 | 5 febbraio, ore 16:45 Gaetano Donizetti ovvero Matti da slegare Donizetti? Chi è costui? Ma con quante zeta? Probabilmente se fosse una trasmissione TV, sarebbe “Chi l’ha visto?”, considerando che oggi di questo grande campione operistico la maggior parte della gente sa ben poco. Serio, gran lavoratore, complessivamente schivo: il classico bergamasco medio di cui ci sarebbe ben poco da dire se non avesse dato vita alle storie più incredibili e plasmando i personaggi più folli con una musica che non smette di accenderci. Scusate se è poco.

7 e 8 febbraio, ore 21 Giuseppe Verdi ovvero Facciamo gli italiani? Riusciranno i nostri eroi a tirar giù il pur beneamato Peppino Verdi dal piedistallo in cui l’ha collocato la nostra memoria, e con lui sdrammatizzare i monumenti post-risorgimentali che occupano le nostre piazze, fino all’idea stessa di tradizione e cultura? Dietro il bronzo di Garibaldi a cavallo, la cartapesta delle scenografie dipinte o lo zum-pa-pà di Verdi c’è l’accanimento di ragazzi e ragazze, nostri predecessori, che hanno lottato per un paese più libero e più nostro, come i protagonisti del Trovatore o della Traviata, eroi che si sono sacrificati in nome di diritti di cui ancora godono i giovani di oggi. Un esempio? Far tardi il sabato sera.

9 e 10 febbraio, ore 21 Giacomo Puccini ovvero Buonanotte melodramma, buongiorno cinema! Puccini è stato a lungo un compositore tanto amato dal pubblico quanto minimizzato in ambito musicale: un toscanaccio gaudente che non si è occupato tanto di teorizzare il senso del proprio lavoro quanto di farlo, e farlo da dio. Un grandioso profeta che ha anticipato l’uso della musica come sa fare il cinema, sontuosa colonna sonora che avvolge i personaggi di una spettacolare scenografia per le orecchie. Tale dispendio di mezzi per raccontare cosa? Storie di donne che lottano per una vita migliore, salvo soccombere quasi sempre. Davvero profetico, il nostro Giacomino.

11 febbraio, ore 19 | 12 febbraio, ore 16:45 Nicola Campogrande ovvero L’opera che verrà Che gioia poter avere a che fare con un compositore talentuoso, pieno di estro teatrale e, soprattutto… vivente! Quale ghiotta occasione assistere alla nascita di un lavoro, in cui parole e musica si fondono per raccontare una storia. Se poi il libretto di questa nuova opera scaturisce dal De Bello Gallico di Giulio Cesare, la faccenda si fa seria. Le cronache di guerra di un condottiero che intuisce quanto sia importante raccontare le proprie gesta, comunicarle, per conquistare a pieno il potere, ci sono parse, come si suole dire, di scottante attualità. Lunga vita a Nicola Campogrande!

Biografie
ELIO Nato in una zona di Milano, in tenera età si trasferisce in un’altra zona di Milano, ma sempre in periferia. Poi dopo tanti anni va ad abitare fuori Milano, ma non tanto, dove abita tuttora, ma in periferia nella zona dove era andato in tenera età che ho detto prima. Milano, città che ha dato i natali ad Elio, è anche la città dove va a scuola, elementari, medie, liceo scientifico Einstein, con Mangoni, università di ingegneria (politecnico) terminata con calma, scuola civica di musica dove suona il flauto traverso e si diploma anche al conservatorio G. Verdi di Milano, che però G. Verdi è nato a Busseto ma non c’è neanche da fare il paragone per scherzo. In più gioca a pallone nella Milanese, nel Fatima, nel Corsico fino all’età di 18 anni, poi gioca a baseball nell’Ares, sport che gli piace tuttora. Obblighi militari assolti dall’86 all’88, dal 1979 cerca di far divenire realtà il sogno di Elio e le Storie Tese.
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FRANCESCO MICHELI Nato a Bergamo nel 1972, laureato in Lettere Moderne con 110 e lode, si è diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. La sua carriera professionale si è sviluppata nel tempo secondo un doppio binario: da una parte il percorso come direttore artistico di manifestazioni di rilevanza internazionale, strettamente connesso all’ideazione di progetti innovativi sempre in ambito operistico; dall’altra corre parallela l’attività di regista in Italia e all’estero, senza trascurare l’insegnamento (da 11 anni è docente di regia al biennio di specializzazione in Scenografia dell’Accademia di Brera). Dal 2012 è direttore artistico del Macerata Opera Festival, gloriosa manifestazione nata nel 1921 dentro la cornice superlativa dello Sferisterio: in quattro anni Micheli ha rilanciato l’istituzione riportandola all’originario prestigio internazionale con lusinghieri riscontri di critica (premio Abbiati per la nuova produzione della Bohème) e pubblico (nel 2012 maggior presenza di pubblico pagante dal 1997; maggior incasso dal 2003, anno di rifacimento e riduzione dei posti in sala). La sua gestione si è caratterizzata per un convinto aggiornamento degli spettacoli al gusto contemporaneo, pur nel rispetto della tradizione italiana; ha puntato in maniera inusuale sulla formazione del nuovo pubblico, con attività specifiche e continuate per scuole superiori e università; ha potenziato il dialogo col mondo imprenditoriale raddoppiando in due anni il contributo degli sponsor; ha creato un autentico laboratorio di ricerca per la creazione di nuovi format operistici. Il suo è un festival inedito, luogo di ricerca e di eccellenza, nella convinzione che l’opera sia un inestimabile bene comune. Dal dicembre 2014 è direttore artistico della Fondazione Donizetti, dove sta realizzando una profonda rivoluzione prospettica sul ruolo e le opere del compositore bergamasco, portando nella città orobica i valori e le idee che sostanziano il suo progetto artistico; ha fondato due momenti festivalieri cittadini: la Donizetti Night a giugno e il festival Donizetti Opera in autunno in cui vengono eseguiti i lavori più rari del compositore. La creatività di Micheli trova forma anche in una serie di progetti, in collaborazione con diversi teatri, pensati per dare al più vasto pubblico la possibilità di avvicinarsi al mondo operistico: essi ambiscono a definire un teatro lirico “di ricerca” che si è snodato nei teatri con cui ha collaborato più a lungo. Formatosi presso As.Li.Co, a Reggio Emilia, dà vita al progetto Opera Off; la quadriennale collaborazione con il Teatro Massimo di Palermo porta nel 2009 allo spettacolo Bianco, Rosso e Verdi, vincitore del Premio Abbiati come migliore iniziativa dell’anno. Nello stesso àmbito si colloca la collaborazione con l’Orchestra Filarmonica della Scala, con cui ha dato vita al progetto Sound, Music per la formazione del giovane pubblico e al progetto MusicEmotion per la trasmissione dei concerti filarmonici nelle sale cinematografiche. L’attività divulgativa lo ha visto autore e presentatore in ambito televisivo: per le reti satellitari Sky Classica e Sky Arte nell’ideazione e conduzione di programmi relativi all’opera; conduce una rubrica settimanale su Rai 1 che, nel 2015 all’interno della trasmissione “Sabato In,” è stato un autentico caso televisivo dell’anno, registrando un pubblico mai inferiore a 1.500.000 persone. Nell’estate 2016 è stato protagonista dei contributi italiani per la prima diretta televisiva mondiale del Ring wagneriano su Sky Arte HD. Sul fronte registico, dopo gli inizi dovuti ad As.Li.Co. per il progetto Opera Domani, numerosi i teatri e i Festival nazionali e internazionali per cui Micheli ha formato la regia di opere sovente rimaste in repertorio. Tra i maggiori e recenti successi la regia de Il killer di parole di Claudio Ambrosini su soggetto di Pennac, in scena anche all’Opéra Nationale Lorraine di Nancy; Roméo et Juliette di Gounod all’Arena di Verona; La Bohème alla Fenice. Sempre al Teatro alla Fenice ha inaugurato la stagione 2012/13 con Otello di Verdi, produzione portata in tournée in Giappone, diretta da Myung-Whun Chung. Adriana Lecouvreur a Nizza, Aida a Macerata e Pechino (quest’ultima diretta da Zubin Mehta), Candide per il Maggio Musicale Fiorentino, Il barbiere di Siviglia ad Atene e al Teatro Comunale di Bologna, Così fan tutte per OperaLombardia. Prossimo progetto Lucia di Lammermoor alla Fenice in aprile.

Info prezzi
da martedì 31 gennaio 2017 a domenica 12 febbraio 2017
Teatro Niccolini, Firenze (FI)




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